a tutti  i partecipanti è piaciuta..ne faremo altre...alla prossima
P6020099
















 

natale dell'accoglienza

natale_2010_032natale_2010_023











natale_2010_040natale_2010_074
















 
 

spiedoLo spiedo, il cibo
che ha accompagnato
la storia dell'uomo

L'idea dello spiedo sembra banale, come se potesse essere nato senza che nessuno ci avesse pensato. Certo, di tutto quello che abbiamo e di cui usiamo dai tempi più lontani non stiamo a cercare le origini storiche, è un'eredità per noi tanto ovvia che ci sembra fosse innata. Ma non è così. Immaginate i primi "ominidi" (ci riferiamo naturalmente al concetto darwiniano, secondo il quale l'uomo è frutto di una evoluzione durata milioni di anni partendo da specie animali come le scimmie): non aveva alcuna conoscenza "intelligente", non aveva alcuna idea del perché avvenissero certi fenomeni. Il fuoco all'inizio certamente lo terrorizzava, come terrorizza tuttora le varie specie viventi, dalle più piccole alle più grandi: fuggono dal fuoco sia gli insetti che gli elefanti.

Un giorno qualcuno scoprì che i resti di animali cotti perché coinvolti in incendi erano più gustosi e più facili da mangiare, teniamo presente che per la sua costituzione l'ominide non era un gran predatore, e gradiva anche i resti dei pasti dei predatori che trovava sul terreno. Certamente aveva già "addomesticato" il fuoco, con cui si riscaldava nelle caverne, ma così scoprì il modo di migliorare la ... sua dieta. All'inizio il cibo era cotto su pietre arroventate, non esistevano recipienti adatti, che sarebbero arrivaci ad uno stadio molto più evoluto di civiltà, in epoche diciamo recenti. Ed ecco che arriva il tocco di genio: infilare la carne in un bastone, e cuocerla gradualmente rigirandola senza immergerla nel fuoco.

Facile, ma prima che avvenisse sembra siano passati... migliaia, forse milioni di anni! Non si sa di preciso quando sia nato lo "spiedo", ma secondo la storia conosciuta in Lombardia l'hanno portato 15 secoli fa i Cenomani Longobardi, tribù gallica, che naturalmente lo conoscevano dalle loro origini, tanto che nelle fortunate storie galliche che vedono protagonisti Asterix, Obelix e compagnia trionfano i colossali spiedi di grossi cervidi.

Nel medioevo le classi nobili e abbienti hanno man mano perfezionato la tecnica, costruendo spiedi monumentali, mossi dal calore sprigionato dall'aria che sale dal fuoco (ne esistono ancora in focolari di case patrizie) e completati dalla "leccarda" che consente di raccogliere il grasso che cola e rimetterlo in circolo, in modo che con la cottura le carni si mantengano morbide. Col tempo lo spiedo è diventato patrimonio della civiltà contadina, passando quindi ai ristoratori del contado, che ne hanno fatto il piatto di richiamo per i buongustai delle città. E Gussago ha fatto sua questa tradizione, diventando il luogo riconosciuto per eccellenza nella preparazione dello spiedo.

Come si prepara oggi lo spiedo? La cacciagione non è più l'ingrediente principale, data la sua scarsità, sostituita da carni di maiale: lombo, coppa, costine, pancetta e lardo per farcire, ma si usa anche pollame e altri animali da cortile, condimento di prammatica il burro. Ogni preparatore ha la sua "ricetta" per aromatizzarlo, aggiungendo erbe e verdure (peperone, cipolle, patate ...) e innaffiandolo con condimento a piacere. Tassativo il lungo tempo di cottura, almeno 4-5 ore. Chi lo vuole morbido sugli stecchi pressa i pezzi e mantiene fuoco moderato alla fine, chi lo fa croccante lascia "respirare" i pezzi e finisce a fuoco vivo, ce n'è per tutti i gusti. Perfino la legna usata influisce sul risultato finale. Oggi poi, con gli spiedi in commercio, è ormai "fai da te" a portata di tutti.

Da piatto campagnolo a piatto "nobile" di gran prestigio, entrato nei menu più raffinati, da unire alla classica polenta e a vini rossi robusti, e che, certi pregiudizi vanno eliminati, è retto bene da tutti. Senza esagerare, se lo possono permettere anche coloro che seguono diete ipocaloriche, è meno impegnativo di un piatto di formaggi. Una chiacchierata alquanto lunga, ma il "nobile" spiedo se la merita.

A Gussago, "capitale dello spiedo" (titolo che ci siamo attribuiti senza voler nulla togliere agli altri che possono vantare altrettanta capacità) attende i buongustai con offerte allettanti. Lo spiedo e il vino delle colline circostanti sono tra le più vive tradizioni gussaghesi.

Massiliano Possenti
premio_dei_campanili_html_19245a57

 


 
II premio "Campanili di Gussago"
 
Gussago ringrazia. Il "Premio Campanili" è quest'anno alla XI- edizione. La Pro Loco Gussago conferisce questo simbolico riconoscimento, valutando anche le segnalazioni pervenute, a quei gus-saghesi che, col loro ingegno e la loro opera, spesso in apparenza oscura, contribuiscono a migliorare la qualità della vita comunitaria: nelle istituzioni sanitarie, educative, amministrative, o impegnati nelle tante associazioni di carattere sociale, culturale, sportivo.

ANNO 2000 - ANGELO CARTELLA ... Per la sua disponibilità ad operare nel sociale, nel volontariato locale, nella promozione dello sport, organizzatore e collaboratore nelle associazioni del nostro paese, instancabile lavoratore e sostenitore di iniziative di folclore locale.

ANNO 2001 - TERESINA PRATI ... Per la sua caritatevole attività di assistenza, svolta in umiltà e silenzio. Sempre pronta ad aiutare persone bisognose ed ammalati con il suo caratteristico sorriso di serena dolcezza.

ANNO 2002 - GIUSEPPE FAITA (detto Gepe Betù)... Fondatore ed animatore dei Boy-Scout a Gussago. Organizzatore e protagonista di tante iniziative per la formazione dei giovani "esploratori". Maestro di vita per quei ragazzi che amavano scoprire l'avventura fatta di giochi all'aperto, nella scoperta dell'ambiente e... della soprawivenza; l'arte del sapersi arrangiare.

ANNO 2003 - LAURA CARTELLA (per i gussaghesi Lauri) Con il sorriso sulle labbra e la bontà nel cuore sì è sempre presentata gentile e generosa con tutti ma, in particolar modo con chi chiedeva "aiuto"... gli sfortunati, i bisognosi, coloro che domandavano un consiglio, un'indicazione per risolvere il problema della casa, del lavoro, della vita in genere e delle sue difficoltà. Durante la guerra dimostrò coraggio e determinazione nell'aiutare i parmigiani e le forze di liberazione, ma sempre con modestia e servizievole carità verso il prossimo.

Anno 2004 - LIBERA BOTTI Alla maestra Libera Botti (per i gussaghesi maestra Libera), per il suo impegno civile e sociale dedicato all'insegnamento con la passione e la dedizione di chi sente il dovere di compiere una missione importante: quella di "buona seminatrice" di conoscenza, di buoni principi e di utili consigli. Tutto perché siano migliori le future generazioni. La sua sensibilità e l'amore per il prossimo hanno sempre guidato la sua opera esemplare, instancabile e caritatevole espressa con gioia ed entusiasmo. Una vita donata agli altri con una partecipazione attiva alla società per lo sviluppo del bene comune. Grazie maestra Libera.

Anno 2005 - LUIGI PELIZZARI... Per il suo elevato senso civico vissuto con spirito altruistico ed esemplare. Per avere, da molti anni, sempre manifestato la sua disponibilità a collaborare a tante manifestazioni del nostro paese con il solo piacere di essere utile e di aiuto. Per il suo servizio dimostrato anche nei lavori più umili ma comunque indispensabili al decoro dei monumenti. Questo Premio vuole essere anche un segnale a tutti i gussaghesi che si può dare senza chiedere e farlo pesare ... servono: sensibilità e una carica di buona volontà.

Anno 2006 - Francesco Gnocchi... Uno stile di vita che mette in pratica il concetto evangelico "Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te". Un "contadino" che semina amore per diffonderlo. Un "atleta dell'anima" che non indugia a correre in aiuto del prossimo. Facendo della discrezione la propria ragione d'essere. La comunità gli è grata per l'esemplare presenza che esprime tra di noi, sempre con aria ottimista e con un solare schietto sorriso.

Anno 2007 - GIUSEPPE CARTELLA ...Disponibilità e altruismo. Un uomo che ha dedicato "tanto" del suo tempo libero al prossimo e al volontariato. Sempre pronto a rispondere ad una chiamata di impegno sociale. Sostenitore e protagonista di iniziative ispirate alla beneficenza civile, nella nostra comunità e fuori. Uomo paziente, sollecito e discreto. Il suo esempio? Anteporre e preferire sempre la logica del fare a quella del dire.

Anno 2008 - LUIGI DE PERI... Persona Buona e disponibile ha dedicato una vita all'assistenza sociale prima nell'apostolato giovanile poi nell'aiuto agli anziani. Sempre impegnato in attività di amore verso il prossimo; paziente e garbato con la convinzione di impegnare la sua vita a svolgere una vera missione. Grazie Luigi.

Anno 2009 Nicolina e  Battista  Drera...Per la prima volta viene premiata una coppia.simbolo dell'unione che crea e da forza .
inseme attivi nel volontariato partendo dagli scout  seguendo un percorso di fede   e di volontariato attivo nella cultura e nell'arte del paese.

Anno 2010 Luigi Codenotti (Gino)...conosciuto come l'organista della Chiesa: le sue melodie hanno allietato(e allietano) per tanti anni le funzioni religiose dando quel tocco di solennità che i fedeli tanto apprezzano.Maestro del coro della chiesa,maestreo della banda S.Maria Assunta di Gussago.La sua disponibilità si è distinta in tanti campi dal sociale(consiglio Opera Pia Richiedei) al familiare con umiltà e dedizione
Anno 2011 Agnese Abeni volontaria assistente presso l'oratorio femminile.Una presenza importante e generosa. con la "scuola di vita famigliare". Decenni dedicati alla formazione delle ragazze;future donne di casa,spose e madri di famiglia.Il paese di Gussago, le è molto grato per il Suo impegno,la passione,la competenza,la pazienza,la fantasia e la disponibilità.Valori impiegati per realizzare utili progetti di crescita civile e sociale
.---------------------------------------------------------------------------


Scatti da Bagolino


P6020034P6020022P6020097










P6020129P6020040
P6020038









P6020149P6020055P6020053











 
pro-loco gussago (BS)
  Site Map