Comune di Gussago
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La Parrochiale di Ronco


Sul luogo dell'attuale Parrocchiale, sorgeva fin dal Medio Evo una chiesetta circondata dal cimitero. Certamente, per provvedere alla aumentata popolazione, tra la fine del settecento e l'inizio dell'ottocento, si abbatté l'antica chiesetta conservando solo il campanile e il pezzo di muro della chiesa nel quale si incastrava il campanile, e si costruì la nuova parrocchiale che occupa l'area dell'antica chiesetta e della maggior parte dell'antico piccolo cimitero.
Anche se non grande, l'antica chiesa conteneva però, oltre la pala attuale dell'altar maggiore, un trittico interessantissimo, ricordato anche nella Storia Bresciana (vol. III, pag. 1008): "Sono da ricordare tre tavole di un polittico nella chiesa parrocchiale di Ronco di Gussago, avvicinabili al Trittico di Bagolino ", e che hanno delle caratteristiche ferramoliane.
Due di queste tavole sono collocate nel coro dell'attuale parrocchiale ed utilizzate come antine su armadietti a muro contenenti le reliquie dei Santi. La terza, una bellissima Maternità, è emigrata in Curia.
L'attuale parrocchiale, di stile neo classico ad unica navata, anche all'esterno è molto interessante nel suo stato grezzo che lascia vedere tutte le cordonature in cotto.
All'interno, interessante per la semplice ma indovinata decorazione a colori smorzati, spicca la pala dell'altar maggiore, pregevole opera attribuita al Cossali. Nella parte superiore vi appare come trionfatore un bellissimo Cristo risorto dal cromatismo spiccatamente morettiano, mentre la parte inferiore è occupata dalle figure dei Ss. Zenone e Carlo.
All'altare laterale di destra vicino al presbiterio, vi è collocata una bella statua lignea secentesca della Madonna col Bambino in braccio.
Al Battistero - sopra una tela cinquecentesca coi Santi Mauro, Apollonia e Antonio Abate - c'è una bella, anche se non grande, tela secentesca del Battesimo di Gesù nel Giordano.
In fondo alla chiesa, sull'altare a destra, c'è una grande tela della S. Famiglia con in basso S. Luigi e S. Eurosia, firmata e datata da Angelo Inganni, del quale portano la firma anche le tele dei quattro Evangelisti, collocate in alto sulle pareti laterali.
Sopra la bussola di fondo, pure dell'Inganni sono l'affresco del sacrificio d'Isacco e due tempere: l'una della creazione di Adamo ed Eva; la seconda del serpente di bronzo nel deserto.
I quattordici quadri della Via Crucis sono invece di Amanzia Guerillot, discepola e moglie dell'Inganni, e da essa tutti firmati e datati.
Da notarsi che il vecchio campanile fu portato all'altezza attuale per dar sede ad un concerto di 5 campane ordinato al Pruneri nel 1859.
Disgraziatamente, il bellissimo concerto fu asportato nell'ultima guerra e sostituito a spese dello Stato con un altro, non tale certo da far scordare l'antico.
 


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